Domande Frequenti
Risposte alle domande più comuni sul concorso straordinario per sedi farmaceutiche, l'apertura della farmacia e gli aspetti legali.
In questa pagina troverai le risposte alle domande più frequenti sul concorso straordinario per l'assegnazione di nuove sedi farmaceutiche. Se non trovi la risposta che cerchi, contattaci direttamente e il nostro team di esperti sarà lieto di aiutarti.
Il Concorso Straordinario
Il concorso straordinario per sedi farmaceutiche è una procedura pubblica istituita dal Decreto Legge 1/2012 (Decreto Liberalizzazioni), convertito dalla Legge 27/2012. L'obiettivo è aumentare il numero di farmacie sul territorio italiano, passando dal rapporto di una farmacia ogni 5.000 abitanti a una ogni 3.300 abitanti. Le nuove sedi vengono messe a bando dalle singole Regioni e assegnate tramite graduatoria basata su titoli e punteggi. Si tratta di un'opportunità unica per i farmacisti che desiderano aprire una propria farmacia in una sede di nuova istituzione.
Possono partecipare tutti i farmacisti in possesso della laurea in Farmacia o in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF), dell'abilitazione all'esercizio della professione e dell'iscrizione all'Ordine dei Farmacisti. La partecipazione è consentita sia in forma singola che associata (società di persone o di capitali composte esclusivamente da farmacisti iscritti all'Albo). Non sono previsti limiti di età per la partecipazione, ma è necessario essere in regola con tutti i requisiti al momento della presentazione della domanda.
Il punteggio viene calcolato sulla base di diversi criteri stabiliti dal bando regionale. I principali elementi valutati sono: il voto di laurea, le specializzazioni post-laurea, l'anzianità di iscrizione all'Ordine dei Farmacisti, l'esperienza professionale maturata in farmacia (sia come titolare che come collaboratore o direttore), l'idoneità conseguita in precedenti concorsi per sedi farmaceutiche e le eventuali attività di docenza o ricerca accademica. Ogni Regione può prevedere lievi variazioni nei criteri, quindi è fondamentale leggere attentamente il bando specifico della propria Regione.
Sì, i farmacisti già titolari di una sede farmaceutica possono partecipare al concorso straordinario. Tuttavia, in caso di vittoria e assegnazione di una nuova sede, il farmacista dovrà optare per una sola titolarità, rinunciando alla precedente sede entro i termini stabiliti dal bando. Questa regola si applica anche ai farmacisti titolari di parafarmacie o di esercizi di vicinato che vendono farmaci da banco. La normativa impedisce la concentrazione di più titolarità in capo alla stessa persona.
Sì, è possibile partecipare al concorso in forma associata costituendo una società tra farmacisti. La società può essere di persone (SNC, SAS) o di capitali (SRL), ma tutti i soci devono essere farmacisti iscritti all'Albo. In caso di partecipazione associata, il punteggio viene calcolato sulla base dei titoli del socio con il punteggio più alto, oppure sulla media dei punteggi dei soci, a seconda di quanto previsto dal bando regionale. La forma associata è particolarmente vantaggiosa per condividere l'investimento iniziale e le competenze professionali.
Per presentare la domanda di partecipazione sono necessari: il certificato di laurea in Farmacia o CTF con indicazione del voto, il certificato di abilitazione all'esercizio della professione, l'attestato di iscrizione all'Ordine dei Farmacisti, un documento di identità valido, il codice fiscale e tutta la documentazione comprovante i titoli dichiarati (attestati di servizio, pubblicazioni, specializzazioni). La domanda va compilata e presentata secondo le modalità indicate nel bando regionale, generalmente tramite procedura telematica. Si consiglia di preparare tutta la documentazione con largo anticipo rispetto alla scadenza.
Il concorso straordinario è ormai concluso nella grande maggioranza delle Regioni: 17 su 20 hanno completato tutte le assegnazioni. L'unica Regione con procedure ancora attive è la Campania, attualmente al III interpello (marzo 2026). Calabria e Puglia hanno invece graduatorie scadute e non più utilizzabili — la Calabria ha bandito un nuovo concorso ordinario a dicembre 2025, mentre per la Puglia la scadenza è stata confermata dal Consiglio di Stato nel 2024. Nella nostra sezione dedicata al concorso potete trovare lo stato aggiornato regione per regione.
La partecipazione al concorso prevede il pagamento di una tassa concorsuale che varia da Regione a Regione, generalmente compresa tra 50 e 150 euro. A questa si aggiungono i costi per l'eventuale autenticazione dei documenti, le marche da bollo richieste e le spese per la raccolta della documentazione necessaria. Alcune Regioni richiedono anche il pagamento di diritti di segreteria. L'importo esatto e le modalità di pagamento sono sempre indicati nel bando di concorso.
In caso di parità di punteggio in graduatoria, la normativa prevede criteri di preferenza stabiliti nel bando regionale. Generalmente, viene data precedenza al candidato con il voto di laurea più alto; in subordine, si considera l'anzianità di laurea e poi l'età anagrafica (con preferenza per il candidato più giovane). Alcuni bandi prevedono anche il criterio dell'esperienza professionale maturata come ulteriore elemento di discrimine. In situazioni di persistente parità, si può procedere con un sorteggio pubblico.
Dopo la Vittoria
Congratulazioni! Dopo la pubblicazione della graduatoria definitiva, il primo passo è attendere la convocazione all'interpello regionale, dove potrete scegliere la sede tra quelle disponibili in base alla vostra posizione in graduatoria. Una volta scelta la sede, dovrete comunicare formalmente l'accettazione e iniziare immediatamente a cercare un locale idoneo nella zona assegnata. È consigliabile rivolgersi tempestivamente a professionisti esperti in aperture di farmacie per pianificare l'allestimento, ottenere i finanziamenti necessari e gestire tutte le pratiche burocratiche nel rispetto delle scadenze.
Il termine per l'apertura della farmacia dopo l'assegnazione della sede è generalmente di sei mesi dalla data di rilascio dell'autorizzazione sanitaria. Tuttavia, questo termine può variare in base alla normativa regionale e può essere prorogato in caso di comprovate difficoltà oggettive, come la mancanza di locali idonei nella zona o ritardi burocratici non imputabili al farmacista. È comunque fondamentale agire con la massima tempestività, poiché il mancato rispetto dei termini può comportare la decadenza dall'assegnazione.
Sì, è possibile rinunciare alla sede assegnata durante l'interpello o successivamente. Tuttavia, la rinuncia comporta conseguenze importanti: il farmacista perde il diritto sulla sede e questa viene offerta al candidato successivo in graduatoria. In molte Regioni, la rinuncia comporta anche l'esclusione dalla graduatoria, impedendo di scegliere un'altra sede in successivi turni di interpello. Prima di rinunciare, è quindi fondamentale valutare attentamente tutte le opzioni e, se necessario, richiedere una consulenza professionale.
L'interpello è la fase in cui i vincitori del concorso vengono convocati, in ordine di graduatoria, per scegliere la sede farmaceutica tra quelle ancora disponibili. La convocazione avviene tramite pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale e, in alcuni casi, anche tramite comunicazione personale (PEC o raccomandata). Il farmacista deve presentarsi nella data e nel luogo indicati e dichiarare la propria scelta. Se il farmacista non si presenta all'interpello senza giustificato motivo, può perdere il diritto di scelta e incorrere nella decadenza dall'assegnazione.
La cessione della titolarità della farmacia assegnata tramite concorso è soggetta a vincoli temporali precisi. La normativa prevede che il farmacista vincitore non possa cedere la titolarità della nuova sede prima di un periodo minimo, generalmente di tre anni dall'apertura, salvo casi eccezionali previsti dalla legge (come gravi motivi di salute). Trascorso il periodo di vincolo, la cessione è possibile seguendo le procedure ordinarie previste dalla normativa farmaceutica, previa autorizzazione della Regione competente.
Aprire la Farmacia
L'investimento complessivo per aprire una nuova farmacia varia mediamente tra 300.000 e 600.000 euro, a seconda della dimensione del locale, della localizzazione e del livello di allestimento scelto. Le principali voci di spesa comprendono: l'allestimento e l'arredamento del locale (150.000-300.000 euro), il primo stock di farmaci e prodotti (80.000-150.000 euro), gli adeguamenti edilizi e impiantistici (30.000-80.000 euro), il sistema informatico e gestionale (10.000-20.000 euro) e le spese burocratiche e professionali. È indispensabile predisporre un business plan dettagliato prima di procedere.
Il locale destinato a farmacia deve rispettare requisiti specifici stabiliti dalla normativa nazionale e regionale. La superficie minima è generalmente di 100-120 mq, con un'area di vendita al pubblico adeguata, un laboratorio galenico obbligatorio, un locale magazzino, servizi igienici per il personale e per il pubblico, e un ufficio per il direttore. Il locale deve essere accessibile ai disabili, dotato di impianto di climatizzazione per la corretta conservazione dei farmaci, e situato al piano terra con accesso diretto dalla pubblica via. L'ASL competente effettuerà un sopralluogo prima dell'autorizzazione all'apertura.
La convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è automatica per le farmacie titolari di autorizzazione all'esercizio rilasciata dalla Regione. Una volta ottenuta l'autorizzazione sanitaria e completato l'allestimento del locale, dovrete comunicare la data di apertura all'ASL competente e al Comune. L'ASL provvederà a rilasciare il codice regionale della farmacia e ad attivare il collegamento con il sistema tessera sanitaria per la trasmissione telematica delle ricette. I tempi per l'attivazione completa della convenzione sono generalmente di 15-30 giorni dalla richiesta.
Esistono diverse opzioni di finanziamento per i farmacisti vincitori di concorso. Le principali sono: i mutui bancari dedicati al settore farmaceutico (con condizioni agevolate grazie alla stabilità del settore), il credito d'imposta per le nuove attività in zone svantaggiate, i finanziamenti regionali e le agevolazioni previste dalla legge per l'imprenditoria giovanile o femminile (se applicabili). Alcuni istituti di credito offrono pacchetti specifici per l'apertura di farmacie, con finanziamenti fino all'80-90% dell'investimento e piani di rimborso a lungo termine. È consigliabile confrontare più offerte e richiedere una consulenza finanziaria specializzata.
Per l'apertura di una nuova farmacia, il numero minimo di collaboratori dipende dall'orario di apertura e dal volume di attività previsto. La normativa richiede che in farmacia sia sempre presente almeno un farmacista abilitato durante l'orario di apertura al pubblico. Per garantire la copertura degli orari e le ferie, è generalmente necessario prevedere almeno 2-3 farmacisti collaboratori oltre al titolare. A questi si possono aggiungere uno o due commessi non farmacisti per la vendita di prodotti parafarmaceutici e cosmetici. Il personale potrà poi essere incrementato con la crescita dell'attività.
Dall'assegnazione della sede all'apertura effettiva della farmacia intercorrono mediamente da 4 a 8 mesi, a seconda della complessità del progetto e della disponibilità di locali idonei nella zona. Le fasi principali sono: la ricerca e la presa in locazione del locale (1-2 mesi), la progettazione e le pratiche edilizie (1-2 mesi), i lavori di allestimento e impiantistici (2-3 mesi) e l'ottenimento dell'autorizzazione sanitaria con il sopralluogo ASL (2-4 settimane). Una pianificazione accurata e il supporto di professionisti esperti possono ridurre significativamente i tempi.
Aspetti Legali
Sì, è possibile impugnare la graduatoria del concorso qualora si riscontrino irregolarità nella valutazione dei titoli, errori nel calcolo del punteggio o vizi procedurali. L'impugnazione avviene tramite ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) competente. Prima di procedere, è fondamentale verificare attentamente la propria posizione in graduatoria e confrontarla con i criteri del bando. Si consiglia vivamente di rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto amministrativo e farmaceutico, poiché i ricorsi in questa materia richiedono competenze tecniche specifiche.
Il termine per proporre ricorso al TAR contro la graduatoria del concorso è di 60 giorni dalla data di pubblicazione della graduatoria definitiva sul Bollettino Ufficiale Regionale, oppure dalla data di piena conoscenza dell'atto lesivo (ad esempio, dalla comunicazione personale della propria esclusione). In alternativa, è possibile proporre ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. È essenziale non lasciar decorrere i termini, poiché il ricorso tardivo viene dichiarato inammissibile. Si consiglia di contattare un legale immediatamente dopo la pubblicazione della graduatoria.
Le sedi farmaceutiche in zone svantaggiate (aree rurali, zone montane o periferiche) presentano sfide particolari ma anche vantaggi significativi. Da un lato, il bacino di utenza potrebbe essere ridotto e la logistica più complessa; dall'altro, queste sedi godono spesso di una minore concorrenza e di una clientela più fidelizzata. Inoltre, possono essere previste agevolazioni fiscali, contributi regionali specifici e indennità di residenza per il farmacista. È fondamentale effettuare un'analisi di geomarketing approfondita prima di accettare o rifiutare una sede in zona svantaggiata.
La scelta della forma giuridica dipende da diversi fattori: il numero di soci, la protezione patrimoniale desiderata e la struttura fiscale più vantaggiosa. Le opzioni principali per una farmacia sono: la ditta individuale (gestione semplice ma responsabilità patrimoniale illimitata), la SNC (adatta a piccole società tra farmacisti ma con responsabilità solidale dei soci), la SAS (permette soci di capitale e soci operativi) e la SRL tra farmacisti (offre la migliore protezione patrimoniale ed è la forma più utilizzata per le nuove farmacie). Si consiglia di consultare un commercialista esperto del settore farmaceutico per individuare la soluzione ottimale.
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